Profilo professionale dello psicomotricista
Lo Psicomotricista è l'operatore che svolge in via autonoma o in collaborazione con altre figure dell'ambito educativo e socio-sanitario interventi di prevenzione, educazione e aiuto psicomotorio, nel rispetto della globalità psicofisica dell'individuo, utilizzando metodologie a mediazione corporea.
In particolare:
- favorisce lo sviluppo psicofisico della persona in età evolutiva e il mantenimento dell'equilibrio psicofisico della persona adulta e anziana;
- aiuta a superare i momenti di crisi evolutiva nelle diverse età, operando per prevenire l'instaurarsi di una situazione patologica;
- interviene specificamente in situazioni di patologia conclamata, operando per la mobilizzazione delle risorse psicofisiche della persona e del suo contesto.
COME SI FORMA
Per svolgere adeguatamente queste funzioni lo Psicomotricista necessita di:
- una formazione teorica ampia, centrata su una visione globale della persona, con particolare attenzione allo sviluppo psicomotorio del bambino, nel superamento della scissione mente-corpo e nel riconoscimento dell'individuo come espressione del suo gruppo di appartenenza;
- una formazione personale approfondita, quale percorso di esperienza la cui finalità è l'acquisizione delle capacità di ascolto: dalla percezione delle modificazioni somatiche relative al proprio coinvolgimento emozionale nella relazione con l'altro, alla capacità di decentrarsi verso l'altro, attraverso l'adattamento tonico-emozionale, per giungere alla lettura e alla comprensione del senso della sua espressività motoria.
- una formazione professionale specifica, che vede al centro del lavoro l'intervento con la persona nella sua globalità e si realizza attraverso il tirocinio, momenti di elaborazione delle esperienze, supervisioni degli interventi effettuati, seminari sui temi della psicomotricità (atteggiamento dello psicomotricista, la conduzione della seduta di psicomotricità, l'osservazione della persona, modalità e parametri dell'osservazione psicomotoria).
Fin dal 1972 la formazione degli psicomotricisti si realizza presso scuole di Psicomotricità presenti sul territorio nazionale. Attualmente la formazione si effettua con corsi triennali di almeno 2400 ore, ripartite in tre aree di formazione (Formazione Personale, Teorica e Pratica) secondo quanto concordato a livello nazionale ed europeo, dando attuazione alle direttive dell'Unione Europea.
CHE COSA FA
Lo Psicomotricista postula alla base del proprio intervento l'unità della persona, riconoscendo e favorendo l'interazione e la piena integrazione tra l'area motoria, cognitiva e affettiva. Attiva e favorisce nell'altro la progressiva conoscenza di sé, a cominciare dal sé corporeo e dall'ambiente, attraverso la motricità e le capacità simboliche della persona.
Svolge attività di osservazione, valutazione e bilancio psicomotorio, anche nell'ambito di un lavoro di équipe.
Elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del progetto di intervento, volto all'individuazione ed al superamento delle difficoltà e disagi della persona.
Attua i progetti di intervento nei seguenti ambiti:
- PREVENTIVO - EDUCATIVO : gli interventi sono rivolti a favorire un armonico sviluppo psicomotorio, a prevenire disagi della relazione e degli apprendimenti nelle persone in età evolutiva; gli effetti dell'educazione e prevenzione psicomotoria si estendono inoltre a favorire l'integrazione, l’accettazione e la valorizzazione delle differenze personali. Tali interventi possono essere attuati sia in ambito scolastico che extrascolastico, in riferimento alla neonatologia, alla pediatria (ad es. nelle ospedalizzazioni prolungate), in situazioni di rischio sociale e altre condizioni di difficoltà personali.
- AIUTO: lo Psicomotricista attua interventi di aiuto psicomotorio con
· on soggetti in età evolutiva che presentano difficoltà e ritardi nello sviluppo psicomotorio, difficoltà della comunicazione e dell'apprendimento per favorirne l'apertura al processo di crescita e di maturazione;
· con soggetti in età adulta che presentano problemi connessi alle funzioni psicomotorie e/o della comu-nicazione. - SOCIALE: lo Psicomotricista svolge attività in ambito sociale per favorire i processi di inserimento e integrazione sociale (differenze culturali, generazionali, socio-economiche, di abilità, ecc.), per migliorare la comunicazione e la comprensione anche a livello non verbale, l'uso di un’adeguata espressività corporea nella relazione umana, coinvolgendo anche gli adulti (genitori, educatori, insegnanti, operatori dell'ambito socio-sanitario e assistenziale) sia a livello personale che nell'acquisizione di strumenti per la propria attività professionale.
L'approccio psicomotorio
L'approccio psicomotorio ha come terreno specifico di intervento il rapporto tra il corpo e i processi psichici nella costruzione dell'identità attraverso la via corporea, nonché il rapporto tra corpo ed espressività.
Utilizzando la conoscenza di questi rapporti e la capacità peculiare di lettura della comunicazione non verbale (movimento, tono, postura, gesto, sguardo, uso degli oggetti, dello spazio, ecc.) lo Psicomotricista interviene nella relazione con metodologie psicomotorie (attività percettive, cognitive, ludico espressive, rilassamento, comunicazione non verbale, ecc.) con l'obiettivo di favorire in primo luogo il processo di integrazione fra i diversi piani espressivi e conoscitivi che stanno alla base di quel fenomeno complesso che è la costruzione dell'identità.
Questo obiettivo si realizza non in un percorso di insegnamento-apprendimento di abilità, quanto in contesti comunicativi, dove la rete di scambi rende possibile il riconoscimento dell'altro, lo stimolo e il riconoscimento delle sue risorse.
Lo Psicomotricista ha fondamenti epistemologici, obiettivi e modalità operative peculiari che lo contraddistinguono come figura professionale specifica.